Il premier Giuseppe Conte, come ben sappiamo, ha firmato il nuovo Dpcm il 24 ottobre, con validità dal 26 ottobre al 24 novembre, salvo eventuali modifiche. Nel testo appaiono tante nuove restrizioni, ma ci sono delle attività che fortunatamente sono state tutelate.

Tra queste ci sono molti uffici pubblici e anche le autoscuole che quindi, per tutto il periodo di validità del nuovo decreto, potranno restare operative, insieme alle sedi della Motorizzazione Civile; queste ultime hanno già subito parecchi ritardi a causa delle pratiche che si sono accumulate durante i mesi di marzo e aprile, durante la quarantena che ci ha costretti in casa, per contenere la diffusione del Coronavirus (che oggi non si arresta).

Il testo del nuovo Dpcm cita quanto segue: “Sono consentiti i corsi abilitanti e le prove teoriche e pratiche effettuate dagli uffici della Motorizzazione Civile e dalle autoscuole, i corsi per l’accesso alla professione di trasportatore su strada di merci e viaggiatori e i corsi sul buon funzionamento del tachigrafo svolti dalle stesse autoscuole e da altri enti di formazione, nonché i corsi di formazione e i corsi abilitanti o comunque autorizzati o finanziati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”.

Nel caso in cui la situazione epidemiologica che stiamo vivendo oggi vada a peggiorare in maniera molto grave e per fermare la diffusione del Covid-19, che spaventa ancora parecchio, il Dpcm precisa che “è disposta la temporanea sospensione delle prove pratiche di guida di cui all’articolo 121 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 da espletarsi nel territorio regionale e la proroga dei termini previsti dagli articoli 121 e 122 del citato decreto legislativo in favore dei candidati che non hanno potuto sostenere dette prove”.

Nei giorni scorsi abbiamo visto che anche oggi il settore delle autoscuole, scuole nautiche e studi di consulenza purtroppo vive nell’incertezza, a cause dei mesi del lockdown. Il comparto ha chiesto nuove misure di aiuto per affrontare la seconda fase dell’epidemia. È stata Confarca a chiedere al viceministro Giovanni Cancelleri dei provvedimenti per coadiuvare gli attori del settore. La richiesta è arrivata durante la videoconferenza che è stata organizzata (come comunicato dall’ANSA) per decidere quali misure inserire all’interno del nuovo Decreto, allo scopo di rendere più semplice e snellire appunto l’operato di tutti gli imprenditori di questi settori in crisi in una situazione così complessa.



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