Che BMW Motorrad avesse azzeccato il progetto R nineT si era capito subito. Questo modello più che una singola moto, va visto come una “piattaforma” flessibile, in grado di adattarsi alle diverse esigenze stilistiche. Un mezzo pensato per diventare altro attraverso pochi interventi estetici mirati. Per diventare un Cafè Racer, per diventare uno Scrambler o addirittura per auto-citarsi (Urban GS).

La declinazione Scrambler della R NineT è quella che più di tutte nasce per competere in un segmento affollato da grandi marchi (Ducati e Triumph su tutti), ma anche da tante preparazioni after-market, a partire dai modelli su base Harley-Davidson. Tutte le recensioni concordano sul fatto che di la R NineT sia una gran moto, un mezzo importante, non una motoretta.

Nonostante questo è una moto che sa offrire con gran facilità belle emozioni, che dà un significato a ogni metro percorso in sella, poco importa il tracciato. Alla luce di tutto ciò, l’ultima cosa di cui si sente sinceramente bisogno è che pure io dica la mia a valle del mio test-ride. Vado piano, guido male, mangio troppo, bevo il giusto (con tutta la necessaria flessibilità applicabile al concetto di “giusto”).

Anche questa volta lo splendido weekend motociclistico in giro tra Mantova, Verona, l’Alta Lessinia, il monte Baldo e il Garda ha messo alla frusta esclusivamente il mio apparato digerente. Ma allora, in fin dei conti, di che cosa ha senso che parli in questo articolo? Di custom, per provare a rispondere alla domanda: ma la R nineT Scrambler è una moto custom? Sta nel perimetro delle moto in grado di soddisfare i gusti di chi ama i custom? Anticipo la conclusione: si, è una moto custom in modo naturale, senza forzature.

Mi sono seduto a guardarla. Ho passato lì seduto tutto il tempo necessario a capire cosa mi facesse stare bene. Perchè se una moto è custom, io la guardo e sto bene. E ho visto tanti dettagli che fanno della BMW R nineT Scrambler una bella moto custom. Innanzitutto le ruote, anteriore da 19 e posteriore da 17 hanno proporzioni decisamente custom, a cui vanno aggiunti raggi cromati su cerchi neri.

Avantreno con forcella a steli tradizionali coperti da soffietti, faro e contachilometri minimal rotondi, parafango anteriore choppato con colorazione differente dal serbatoio, agganciato alle forcelle da una staffa in alluminio sagomato. Le minuscole frecce sono posizionate in basso sul telaio, lontane dal manubrio come vuole l’estetica custom per garantire una linea più pulita: un avantreno così old-school da farlo sembrare più bobber che scrambler.

La vista frontale è arricchita dal boxerone che spunta prepotente, una forma senza tempo, che da quasi un secolo si occupa di portare in giro generazioni di motociclisti. Linee che riempiono gli spazi in modo solido, che evocano la storia motoristica. La vista laterale è coccolata dalle curve degli scarichi.

I collettori cromati che escono dalle due teste salgono verso il sottosella per appaiarsi sul lato sinistro, finendo con un due-in-due posizionato in verticale. Qui il riferimento è all’iconica Harley-Davidson XR750 da dirt-track, con addirittura i finali che richiamano i Supertrapp nella sagoma dei dischi e nel tappo.

Poi, oltre alla forma, la sostanza: quando si apre il gas il suono è un rombo cupo che riempie di gioia e adrenalina. C’è infine un ultimo accessorio che richiama lo stile custom in modo evidente: la sella, fatta di una spessa pelle color cuoio chiaro con le cuciture a vista.

Bella agli occhi e al tatto, profumata, un richiamo allo stile “hand made” dei sellai d’oltreoceano. La R nineT Scrambler è uno splendido giocattolo da cui non si vorrebbe scendere mai, bello alla vista grazie alla sua “100% custom attitude” e solido in strada come solo le moto di fascia alta di BMW Motorrad sanno essere. Poco importa che corra sull’asfalto o davanti agli occhi, perchè questa moto ovunque sia è una garanzia di felicità.



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