Il 14 settembre riprende la scuola e, tra le altre, sono state fissate le linee guida anche per l’uso degli scuolabus.

Per gli scuolabus è previsto un riempimento dei mezzi non superiore all’80% dei posti consentiti dalla carta di circolazione dei mezzi stessi. Ma per viaggi che durano al massimo 15 minuti si può arrivare alla capienza massima.

Detto della capienza massima all’80%, sui mezzi si dovrà viaggiare ovviamente con la mascherina e mantenendo il distanziamento di un metro; la regola della distanza non vale “quando si tratti di persone che vivono nella stessa unità abitativa, nonché tra i congiunti e le persone che intrattengono rapporti interpersonali stabili“. In presenza di contestazioni, gli eventuali conviventi potranno dare garanzie attraverso un’autodichiarazione.

Il conducente dovrà indossare i dispositivi di protezione individuale e al momento della salita sul mezzo di trasporto scolastico e durante il viaggio “gli alunni trasportati indosseranno una mascherina di comunità, per la protezione del naso e della bocca. Tale disposizione non si applica agli alunni di età inferiore ai sei anni, nonché agli studenti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo dei dispositivi di protezione delle vie aeree“.

Ipotizzando che molte famiglie possano, per paura, rinunciare ai mezzi pubblici per privilegiare l’auto privata, Federconsumatori ha stimato il costo annuale di questa scelta.

Nel caso di un tragitto casa-scuola tra i 5 e i 10 chilometri ripetuto due volte al giorno, si arriva a 392 euro per un’auto a benzina e 361 per una a gasolio. L’uso dell’auto avrà anche ripercussioni sull’inquinamento dell’aria, destinato certamente ad aumentare nei grandi centri urbani.



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